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Calcutta, il celebre cantautore che 'scendeva a Cisterna'

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''C'è papa Francesco e il Frosinone in serie A'' (Frosinone, album Mainstream , 2015, scritta e cantata da Calcutta, al secolo Edoardo d'Erme). E non ci credi che questo treno questa storia possa finire qui fermarsi qui quanto sei bella ma mi dispiace scendo a Cisterna. Non volevo i baci tuoi, davvero no (Isabella, album Forse ..., 2012). Nella scena d'inizio del film  Le iene  di Quentin Tarantino i  reservoir dogs , ovvero le iene (i banditi del film) sono al tavolo di un bar e aspettano di pagare il conto, parlano tra loro e si interrogano di 'cosa parla'  Like a Virgin  di Madonna, e ognuno ha la sua opinione: parla di una donna insicura, parla di una prostituta, di una donna che non prova orgasmi, parla di ''uno con una fava così''. [Se non conoscete la scena vi rimando al  link youtube ] Ecco, la musica, secondo me, è costruita così. Contiene una polisemia di significati per ogni ascoltatore. Insomma, non un significato ide...

Una letteratura indie? - Luciano Funetta, Mario Desiati, Antonio Moresco

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''C'è papa Francesco e il Frosinone il serie A'' (Frosinone, scritta e cantata da Calcutta, al secolo Edoardo D'Erme) Scrivo questo articolo e non ci penso più. Mi hai fatto a pezzi la voce, questa è la prima personalità della voce indie. L'indie non è altro che l'indipendente (abbreviazione per) che nasce negli Stati Uniti come Indipendent Music . Proprio come dei missili l'Indie reclama, anche in Italia, l'uscita dall'Industrial per differenziarsi in Indie. In queste righe ho citato qualche locuzione di Frah Quintale, Gazzelle, Giorgio Poi e Calcutta. Si prova, si prega, ci si strugge e distrugge a volte, per reclamare una, appunto, indie pendenza da quanto successo prima (e durante): guerre, crisi economica, e non aggiungerei altro e senza approfondire per ora. La voce indie non tiene in sé un fallimento, seppure sia caratterizzata da sofferenza (il timbro vocale di Gazzelle in Sayonara è emblematico) e a volte da esteriorizzazione...

I cantanti non sono poeti? - Allen Ginsberg, la poesia polacca, David Gilmour, Calcutta

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  " I cantanti non sono poeti"?   E' vero che i cantanti non sono poeti: e i poeti non sono cantanti. Anche se la poesia è nata come canzone collettiva e non come lettura collettiva, e solo dopo molti secoli è sorta l'abitudine e la possibilità della lettura individuale su libri. L'errore sta nel considerare il testo separato dalla musica, in questo caso il testo delle canzoni diventa incomprensibile; mentre con la musica e la voce assume tutto un significato preciso o polisemico (comprensibile a diversi piani): è famosa la scena all'inizio del film Le iene di Tarantino in cui i banditi si interrogano di 'cosa parla' Like a Virgin  di Madonna, ognuno  ha le sue opinioni: parla di una donna insicura, parla di una prostituta, di una donna che non prova orgasmi... La musica leggera è spesso costruita così. Recentemente Edoardo d'Erme, in arte Calcutta racconta proprio così in Mainstream le sue storie, suscettibili delle più diverse interpretazio...

Più vicini troppo lontani

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Tecnologia, comunicazione e decostruzione del simbolico Pensavo ancora una volta alla musica. E quando inizio a pensare alla musica finisco sempre nel campo della comunicazione e della cultura. Per me, è anche un modo di pensare all'uomo, ai suoi desideri, ai suoi limiti, alla realtà che si è costruito intorno.  La musica è di certo un simbolo della realtà e un'allegoria del pensiero. Pensiamo a un esempio solo: se si ascoltano i primi secondi della Notte sul monte calvo di Mussorskj; sopprattutto se prima si è letto il titolo della sinfonia, si percepirà forse il movimento dei primi violini come se fosse un vento vorticoso: ovviamente non sentirete il vero rumore del vento (altrimenti non sarebbe più un simbolo), ma il simbolo che ascoltate, probabilmente vi rimanderà proprio al rumore di un vento vorticoso . Ho preso un esempio dalla musica classica perchè fare esempi eclatanti di simbolismo nella musica leggera sarebbe stato fin troppo facile: con la musica elettronic...

Edoardo Calcutta - 'Mainstream' , 'Forse...' , 'Saubadian Tape'

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Edoardo Calcutta è uno dei pochi cantautori Indie che 'entra a gamba tesa' nel mio blog: l'ho ascoltato molto ed è stata simpatia fin dal 2012. Mi sento di consigliarvelo perché è uno di quegli autori che si ascolta con calma e passione su Spotify, ma perché no su vinile, con calma e concentrazione per voler capire 'cosa sta facendo' : i suoi testi, il suo modo di cantare sono tutta una novità, un'innovazione.  Si arresta almeno un po' la distrazione musicale di oggi che inizia dalla radio o youtube o shazam, continua poi su facebook, e termina su spotify. Ah a proposito, Calcutta nasce proprio su YouTube, il sito che lo ha reso più conosciuto e poi l'ha sottratto ai soliti circuiti indie di nicchia. E come avrebbe potuto altrimenti emergere un ragazzo della periferia di una città come Latina?  Calcutta nasce lì dove si forma la sua band sgangherata, appartenente al genere audio-video low-fi. Inizialmente autopubblica 'Saubadian Tape' e 'Fo...

Un'analisi sul poli-artista web Federico Clapis

Federico Clapis, l'artista che ha vinto il 7 ottobre il premio Pitagora della città di Crotone, è meglio conosciuto come Dottor Clapis, 'artista' prima su YouTube, poi solo su Facebook, poi nelle gallerie d'arte milanesi, infine di nuovo su YouTube. Penso alla sua storia perchè è particolare e sintomatica di molti problemi e dinamiche del nostro tempo. Clapis pubblica il primo video su Youtube il 10 ottobre 2011 con il titolo Il pompino sonoro - music blowjob . Da quel momento Clapis è un 'artista', anche se secondo me l'arte non esiste, 'arte' significa solo 'essere se stessi', 'superarsi' e 'realizzarsi'. Dicevo, arte o meno, che, da quel giorno Clapis dirige (credo), recita e canta questi pezzi musicali esilaranti (di cui poi uscirà anche un album), a volte geniali, razzistici, discriminatori, e demenziali, radunandoli sotto il nome di  house comedy music  : Clapis inizia già il suo vizio di etichettarsi (pratica nemica del...

I King Crimson e la storia del mondo.....less is more, more is more

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'Red'('74): l'ultimo disco degli anni '70 dei King Crimson https://www.flickr.com/photos/azparrot/8336428630 Pochi artisti hanno fatto della musica una scienza. Tra questi i King Crimson, o forse dovrei dire Robert Fripp, che ha disgregato il suo gruppo almeno ogni due anni a partire dalla sua formazione nel '69. Una caratteristica che sembrerebbe fonte di caos e poca continuità, ma che gli permise di avvicinarsi alla realtà in modo diverso con ogni disco, variando ogni volta il suo linguaggio: proprio quello che sarebbe il vero compito dell'arte. Quanto più la situazione esterna era in squilibrio e vorticoso cambiamento, il gruppo produceva meglio, più sperimentalmente, più liberamemente, sviluppando una vena artistica che funzionava per accumulazione e specificazione, proprio nel periodo in cui nascevano le basi del modo opposto nel rock n roll: ritmo e ripetizione, poi tramandati nel Pop. Per capirci, in un dialogo impossibile Robert Fripp ri...

Bob dylan - quando una vecchia fornace non si spegne

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http://gilar666.deviantart.com/art/Bob-Dylan-PopArt-WPAP-456487085 Bob Dylan, uno dei pochi che non si è mai fermato: come una fornace sempre rovente (proprio il brano che apre l'album 'Tempest' si riferisce alla fornace di Duquesne ). Una carriera ormai sessantenaria in cui rivoluziona ritmi e strumenti della musica popolare americana senza tradire il genere delle ballate tradizionali, ed una carriera che sta continuando ancora nonostante l'età e l'imperversare di questi brutti - a suo dire - tempi moderni ( 'World gone wrong' , album del '93), su cui si interroga in molti dei suoi dischi. Tra metafore, storie, e fantasia la sua inesauribile fornace continua a carburare, come nel brano 'Duquesne Whistle' (apertura dell'album 2012 'Tempest' ), il 'Fischio di Duquesne' , cioè il fischio della fornace Dorothy Six vicino alla città di Duquesne: nel corso del blues il fischio della fornace è la metafora della inesauri...

Adele, Well Met Again

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Volevo dare le mie impressioni non da fan - il fanatismo ha poco a che fare con la musica - sul nuovo album della giovane cantante Adele: infatti '25' è il titolo del nuovo album e l'età della cantante. Intanto c'è da sottolineare la disonestà intellettuale di quei critici anglosassoni o italiani che hanno accolto '25' definendolo banale, scontato e poco difforme dagli altri dischi, perdendo di vista la maturità artistica che ha dimostrato la cantante in quest'ultimo disco, innanzitutto nell'interpretazione vocale, che anche da sola basterebbe.  Il disco è per certi versi rivoluzionario rispetto al passato di Adele, e perfettamente in linea col suo presente: dove prima stava l'impazienza e la voglia di successo, oggi sta il rimpianto e una maturissima -nonostante l'età - riflessione sulla fugacità del tempo e sulla morte. Su questi temi canta brani senza tempo come 'Million Years Ago' e 'All i ask', brani superiori a tutte le al...

Autenticità e Indipendenza: la difficoltà di emergere: Vasco Rossi e Aldo Busi

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E' uscito a sorpresa il nuovo singolo di Vasco Rossi! Anticipando il prossimo album, Vasco ha pubblicato su facebook il singolo Come vorrei . Molto accurato il video; meno originali il testo e la musica, rispetto ai suoi altri successi, ma suscettibili di varie interpretazioni, molte pessimistiche: un testo ed una musicalità che fanno pensare che Vasco forse si senta al tramonto, ma vuole rimanere in gioco per rappresentare le sue ultime fasi e trasmetterci una vita vissuta controcorrente e 'al massimo': Vado al massimo era il titolo del singolo che trentadue anni fa presentò per la prima volta a Sanremo nel 1982: stile quasi reggae, testo ermetico e surreale ma pieno di velate critiche spaventò il pubblico ancora puritano del Festival: ma dal giorno dopo fu campione di incassi. Oggi nel singolo "Come vorrei", Vasco mostra di non essere sicuro che le cose siano cambiate. http://it.wikipedia.org/wiki/Vasco_Rossi  Vasco Rossi ai suoi esordi non è stato accol...

Fka Twigs: una giovane cantante che sa da dove viene e dove vuole andare

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Fka Twigs in concerto . Fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/FKA_twigs Mentre ascoltavo Beethoven, ebbene sì, tutto inizò così, mi beccano nella chat di facebook, sicchè, si sa, la prima domanda che ti fanno è sempre su cosa stai facendo. Secondo voi posso confessare i miei beethoveniani ascolti al primo che passa?  Finita la conversazione mi è esploso il sintomo da cortocircuito... Ascolto musica troppo vecchia? Il fatto è che difficilmente mi appassiono davvero a brani o "artisti" di recente esordio... Che fare...? secondo voi abbandono il cortocircuito? Ma no...leggiamoci un libretto (centinaio di pagine) per chiarirsi le idee, un libro che parla della storia della musica fino alla musica concreta [ se non vuoi il pippone sulla musica concreta e vuoi passare a Fka Twigs vai a fine parentesi quadra tra una quindicina di righe, se no sono felice che tu sia tra i pochi a cui interessa della musica concreta: allora dicevo, un libretto che tengo da tempo in libreria...

La musica si apprende come le parole?

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Mentre guardavo su youtube un video di TreccaniChannel (a cui sono iscritto) che parlava di musica e apprendimento percepisco in arrivo per me un nuovo cortocircuito... Poi nel video arriva una frase che mi manda in escandescenze "nessun orecchio prima del nostro ha ascoltato tutto quello che stiamo ascoltando noi". Mi ha aperto gli occhi sulla mente. Che la mente apprenda modelli linguistici sembra intuitivo, ma oggi realizzo che non solo la parola ma anche il suono potrebbe funzionare come un modello: non ascolteremo mai due cose allo stesso modo; ciò che ascoltiamo potrebbe generare dei modelli che ci fanno piacere un certo tipo di musica; sembra che di solito si sia predisposti al genere musicale che si è ascoltato più a lungo durante l'infanzia. Da oggi mi posso biasimare di meno, quale incoerente trasformista musicale che mi vedevo: sembra che ascoltare molti, o tutti i generi, (a prescindere dai gusti che rimangono sacri) possa avere vantaggi anche reali di...

Ascoltare De Andrè in treno

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Come ascoltai De Andrè sul treno quella volta non lo ascolto più. Il treno fu come un isola felice rispetto a tutti i problemi. Facendosi trasportare dalla Cattiva strada - chi l'ha ascoltata lo sa- non si rimane indifferenti alla bellezza di poter leggere tutti i simboli e risolvere poco a poco le allegorie che De Andrè vi ha messo. Un viaggio incomprensibile - proprio come un lungo viaggio sul treno-, un unico protagonista, tante scene: un pilota, un alcolizzato, una "regina". In nome di una sorta di maledettismo il protagonista - ignoto - fa azioni cattive ai danni di ognuno dei personaggi che incontra. Ma la verità si rivela opposta: il protagonista ha compiuto a conti fatti solo azioni buone, in nome dell'antimilitarismo, della libertà di gestire il proprio corpo e il proprio tempo. Come poi avviene spesso in De Andrè il giudizio finale spetta a Dio, inconoscibile, e inconoscibile rimane quindi il suo verdetto, che l'uomo non può mai pronunciare vers...