Più vicini troppo lontani

Tecnologia, comunicazione e decostruzione del simbolico



Pensavo ancora una volta alla musica. E quando inizio a pensare alla musica finisco sempre nel campo della comunicazione e della cultura. Per me, è anche un modo di pensare all'uomo, ai suoi desideri, ai suoi limiti, alla realtà che si è costruito intorno. 
La musica è di certo un simbolo della realtà e un'allegoria del pensiero. Pensiamo a un esempio solo: se si ascoltano i primi secondi della Notte sul monte calvo di Mussorskj; sopprattutto se prima si è letto il titolo della sinfonia, si percepirà forse il movimento dei primi violini come se fosse un vento vorticoso: ovviamente non sentirete il vero rumore del vento (altrimenti non sarebbe più un simbolo), ma il simbolo che ascoltate, probabilmente vi rimanderà proprio al rumore di un vento vorticoso. Ho preso un esempio dalla musica classica perchè fare esempi eclatanti di simbolismo nella musica leggera sarebbe stato fin troppo facile: con la musica elettronica i simboli sono sempre più evidenti e vicini alla realtà, arrivando quasi a cessare di essere simboli, per diventare suoni reali: il rumore di un orologio, oppure di una campana, di un cuore, o di una cassa sono i rumori che quegli oggetti producono anche nella realtà (penso per esempio ai Pink Floyd con The bell division - ovviamente la campana -, Speak to me - il cuore -, Money - la cassa). Uno dei rimandi di significato del termine musica psichedelica può essere anche questo: tentare con la musica di avvicinare la realtà delle cose alla psiche umana. Suoni vivi che non sono del tutto nuovi se si pensa alla musica concreta fondata già dal 1948 con Shcaeffer. Se parliamo di riutilizzo della musica concreta mi viene in mente anche Fka Twigs, di cui ho trattato qui.


Roger Waters in primo piano. Proiezione della luna usata come scenorafia durante un concerto dei Pink Floyd. http://it.wikipedia.org/wiki/Pink_Floyd

 La musica tenta di far breccia nella mente dell'uomo, e, nel gioco di un crescendo di stimoli con le altre fonti sensoriali, tenta di affascinare di più rispetto al passato, di penetrare con più forza di persuasione (perchè oggi tutti gli stimoli sensoriali sono cresciuti, es. tv o internet ovviamente): non a caso le ripetizioni ritmiche insistenti, le ripetizionei di parole, e soprattutto le domande che cercano di stabilire un contatto tra il cantante e l'ascoltatore sono aumentate: Are you awake?, il celebre Wake up! di Jim Morrison nei concerti, o il titolo Let the music play di una canzone di Berry White.
Un avvicinamento alla gente e alla psiche che ha saputo cogliere anche web e televisione, con sempre più programmi o interviste amatoriali di molto successo, o stile-finto-amatoriale di grande successo (ad es. Frank Matano, Andrea Diprè sul web). Infatti ciò che interessa non è più l'informazione o il simbolo, ma l'uomo visto da vicino, rinchiuso nelle case del grande fratello per essere osservato, o guardato in finta versione amatoriale nella sua vita quotidiana per fargli un'intervista. Allo stesso principio è dovuta l'esplosione dei pranks e degli scherzi nel web: si vogliono osservare da vicino le reazioni dell'uomo, che siano reazioni positive o anche molto negative. 
Se l'uomo si avvicina alla musica, alla televisione, a internet, in realtà il suo vero desiderio è quello di avvicinarsi a se stesso. Ma basterà il riflesso nello specchio-tecnologia a dargli un'immagine di se stesso? 

Un commento è sempre gradito.

Commenti

  1. Mi hai riportato indietro nel tempo di alcuni decenni!
    Una Notte sul Monte Calvo è stata una musica che mi trasportato in altri mondi, mi ha fatto fantasticare oltre il comprensibile...
    Le streghe, le variazioni musicali, i toni...vera e forte poesia!

    Per rispondere alla tua domanda finale penso che ci si stia allontanando dall'uomo, o meglio, che stiamo percorrendo quella brutta strada che ci porta a "dimenticare" il classico, l'universalmente riconosciuto come immortale.
    Trasmissioni come quelle che hai citato sono, purtroppo, vero e solo trash
    Un saluto.

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    Risposte
    1. Grazie del contributo! Hai ragione, Una notte sul Monte Calvo può davvero evocare molto a chi ha saputo ascoltarla con passione! un vero sabba di streghe, un brano terrificante, e anche un brano di grande spontaneità.

      Come hai detto dimenticare il classico diventa rischioso, soprattutto se non si è in grado di eguagliarne l'altezza oggi, con un nuovo classico, contemporaneo e aggiornato; ma questo forse spetterà ai posteri giudicare.
      Un saluto a te, grazie ancora dell'apporto

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