La musica si apprende come le parole?

Mentre guardavo su youtube un video di TreccaniChannel (a cui sono iscritto) che parlava di musica e apprendimento percepisco in arrivo per me un nuovo cortocircuito... Poi nel video arriva una frase che mi manda in escandescenze "nessun orecchio prima del nostro ha ascoltato tutto quello che stiamo ascoltando noi". Mi ha aperto gli occhi sulla mente. Che la mente apprenda modelli linguistici sembra intuitivo, ma oggi realizzo che non solo la parola ma anche il suono potrebbe funzionare come un modello: non ascolteremo mai due cose allo stesso modo; ciò che ascoltiamo potrebbe generare dei modelli che ci fanno piacere un certo tipo di musica; sembra che di solito si sia predisposti al genere musicale che si è ascoltato più a lungo durante l'infanzia. Da oggi mi posso biasimare di meno, quale incoerente trasformista musicale che mi vedevo: sembra che ascoltare molti, o tutti i generi, (a prescindere dai gusti che rimangono sacri) possa avere vantaggi anche reali di percezione della musica, o almeno, a questa conclusione è arrivato il mio cortocircuito odierno, invece i vostri cortocircuiti dove vi portano? 



L'odierno responsabile della mia sega mentale



Un commento costruisce un cambiamento

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