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Più vicini troppo lontani

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Tecnologia, comunicazione e decostruzione del simbolico Pensavo ancora una volta alla musica. E quando inizio a pensare alla musica finisco sempre nel campo della comunicazione e della cultura. Per me, è anche un modo di pensare all'uomo, ai suoi desideri, ai suoi limiti, alla realtà che si è costruito intorno.  La musica è di certo un simbolo della realtà e un'allegoria del pensiero. Pensiamo a un esempio solo: se si ascoltano i primi secondi della Notte sul monte calvo di Mussorskj; sopprattutto se prima si è letto il titolo della sinfonia, si percepirà forse il movimento dei primi violini come se fosse un vento vorticoso: ovviamente non sentirete il vero rumore del vento (altrimenti non sarebbe più un simbolo), ma il simbolo che ascoltate, probabilmente vi rimanderà proprio al rumore di un vento vorticoso . Ho preso un esempio dalla musica classica perchè fare esempi eclatanti di simbolismo nella musica leggera sarebbe stato fin troppo facile: con la musica elettronic...

Edoardo Calcutta - 'Mainstream' , 'Forse...' , 'Saubadian Tape'

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Edoardo Calcutta è uno dei pochi cantautori Indie che 'entra a gamba tesa' nel mio blog: l'ho ascoltato molto ed è stata simpatia fin dal 2012. Mi sento di consigliarvelo perché è uno di quegli autori che si ascolta con calma e passione su Spotify, ma perché no su vinile, con calma e concentrazione per voler capire 'cosa sta facendo' : i suoi testi, il suo modo di cantare sono tutta una novità, un'innovazione.  Si arresta almeno un po' la distrazione musicale di oggi che inizia dalla radio o youtube o shazam, continua poi su facebook, e termina su spotify. Ah a proposito, Calcutta nasce proprio su YouTube, il sito che lo ha reso più conosciuto e poi l'ha sottratto ai soliti circuiti indie di nicchia. E come avrebbe potuto altrimenti emergere un ragazzo della periferia di una città come Latina?  Calcutta nasce lì dove si forma la sua band sgangherata, appartenente al genere audio-video low-fi. Inizialmente autopubblica 'Saubadian Tape' e 'Fo...

Amerigo Mancini, un dialogo sottotitolato - una collaborazione

Per l'inizio di un libro (l'Opera che è dentro), indirizzato al mio blog, di Amerigo Mancini : (segue un lungo manifesto di intenti artistici e successivamente un discorso sulle views, a cui potete scorrere se volete saltare la prima parte). CHE POSSA SOPRATUTTO MORIRE l'idea che questo libro possa superare la selezione naturale della: brevità-logica-sintassi. CHE venga palesato il fatto che internet dando voce a tutti mette ogni persona davati all'eggregora del Grande Altro e perciò piu è grande la platea e più grosso il giudizio e scritti come il mio vengono appiattiti per paura, e intelligenze come la mia scappano a Tokyo a creare sadici giochi televisivi in cui si vedono tette, culi e peletti meraviglisoamente squirtàti. Perciò leggi bene. Leggi drogato, Drogati e poi leggi. E divertiti dato che ho sempre un riferimento a tutto, e se vieni a prendermi ti mando alle poste dove i trasporti portano un pacco inutile da un luogo al luogo opposto e da quello nuovamente...

Un'analisi sul poli-artista web Federico Clapis

Federico Clapis, l'artista che ha vinto il 7 ottobre il premio Pitagora della città di Crotone, è meglio conosciuto come Dottor Clapis, 'artista' prima su YouTube, poi solo su Facebook, poi nelle gallerie d'arte milanesi, infine di nuovo su YouTube. Penso alla sua storia perchè è particolare e sintomatica di molti problemi e dinamiche del nostro tempo. Clapis pubblica il primo video su Youtube il 10 ottobre 2011 con il titolo Il pompino sonoro - music blowjob . Da quel momento Clapis è un 'artista', anche se secondo me l'arte non esiste, 'arte' significa solo 'essere se stessi', 'superarsi' e 'realizzarsi'. Dicevo, arte o meno, che, da quel giorno Clapis dirige (credo), recita e canta questi pezzi musicali esilaranti (di cui poi uscirà anche un album), a volte geniali, razzistici, discriminatori, e demenziali, radunandoli sotto il nome di  house comedy music  : Clapis inizia già il suo vizio di etichettarsi (pratica nemica del...

I King Crimson e la storia del mondo.....less is more, more is more

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'Red'('74): l'ultimo disco degli anni '70 dei King Crimson https://www.flickr.com/photos/azparrot/8336428630 Pochi artisti hanno fatto della musica una scienza. Tra questi i King Crimson, o forse dovrei dire Robert Fripp, che ha disgregato il suo gruppo almeno ogni due anni a partire dalla sua formazione nel '69. Una caratteristica che sembrerebbe fonte di caos e poca continuità, ma che gli permise di avvicinarsi alla realtà in modo diverso con ogni disco, variando ogni volta il suo linguaggio: proprio quello che sarebbe il vero compito dell'arte. Quanto più la situazione esterna era in squilibrio e vorticoso cambiamento, il gruppo produceva meglio, più sperimentalmente, più liberamemente, sviluppando una vena artistica che funzionava per accumulazione e specificazione, proprio nel periodo in cui nascevano le basi del modo opposto nel rock n roll: ritmo e ripetizione, poi tramandati nel Pop. Per capirci, in un dialogo impossibile Robert Fripp ri...

Bob dylan - quando una vecchia fornace non si spegne

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http://gilar666.deviantart.com/art/Bob-Dylan-PopArt-WPAP-456487085 Bob Dylan, uno dei pochi che non si è mai fermato: come una fornace sempre rovente (proprio il brano che apre l'album 'Tempest' si riferisce alla fornace di Duquesne ). Una carriera ormai sessantenaria in cui rivoluziona ritmi e strumenti della musica popolare americana senza tradire il genere delle ballate tradizionali, ed una carriera che sta continuando ancora nonostante l'età e l'imperversare di questi brutti - a suo dire - tempi moderni ( 'World gone wrong' , album del '93), su cui si interroga in molti dei suoi dischi. Tra metafore, storie, e fantasia la sua inesauribile fornace continua a carburare, come nel brano 'Duquesne Whistle' (apertura dell'album 2012 'Tempest' ), il 'Fischio di Duquesne' , cioè il fischio della fornace Dorothy Six vicino alla città di Duquesne: nel corso del blues il fischio della fornace è la metafora della inesauri...

Woody Allen, un artista senza tempo

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'Breve racconto: un uomo si sveglia al mattino e scopre di essersi trasformato nei propri plantari. Quest'idea può funzionare a vari livelli. Psicologicamente è la quintessenza di Kruger, l'allievo di Freud che scoprì la sessualità nel bacon.' Inizio alla Kafka scritto da Woody Allen in uno dei suoi taccuini, per un film mai portato a termine. La comicità è il genere più legato al presente, anche il primo ad invecchiare, in teoria, ma non vale per tutti. Woody Allen fa ridere dà cinquant'anni ad oggi, e Aristofane da 2000 anni. Woody Allen è certo un narcisista, e anche nevrotico, ma non si ritiene un 'genio' a quanto pare dalle interviste quando gli chiedono sui suoi film, o perlomeno, la prende sempre con ironia.  'Ce n’è qualcuno meglio degli altri, circa sei, ma è una quantità esageratamente piccola di tutta la celluloide che ho usato'. E quindi i film che Woody Allen giudica migliori sono: Zelig (1983), La Rosa Purpurea del Cairo (1985) , Mari...