La Psichedelia in un romanzo? Rosso Floyd (libridaleggere)
Recensire un libro... Consigliare un libro...
Scrivendo su uno scritto, cioè scrivendo di un libro mi sembra di fare un libro di un libro, insomma di fare letteratura su letteratura... come rendere quindi l'idea di ciò che si è letto?
Cominciamo col dire che ho iniziato a cercare 'Rosso Floyd' sul Play Store quando una persona che diciamo 'stimo' lo ha decantato come un libro particolarissimo, unico, opera più matura e particolare di uno dei migliori -secondo quella persona- scrittori italiani viventi: Michele Mari. Scrittore di cui non avevo nulla al mio attivo, perchè non lo avevo mai sentito nominare prima d'ora... Be', mi andai a vedere cosa aveva scritto, e chi era questo Michele, be' 'Rosso Floyd' attirò anche me.
Ho sempre ascoltato e apprezzato molto i Pink Floyd, ma non è stato questo a farmi apprezzare il libro: sapevo che non era una biografia dei Pink Floyd, ma leggendolo è diventato sempre più chiaro che era quanto di più lontano e di più vicino ad un'autobiografia dei Pink Floyd. Come?in che senso un'autobiografia?se sono morti... Infatti è una sorta di autobiografia post-mortem: i personaggi (tra cui ci sono i quattro Pink Floyd) si confessano in prima persona, diventando quanto mai vicini, familiari, 'sinceri' nelle 30 confessioni, 53 testimonianze, 27 lamentazioni ecc che compongono il romanzo, tutre immaginate e scottenere da Mari. Poi c'è l'interpretazione massiccia di Mari che, ovviamente ci allontana dall'autobiografia, e che dà vita alla macchina del romanzo, plasmando ogni evento e confondendo le realtà. Capiamoci: i Pink Floyd ci sono eccome, anzi per chi conosce o vuole conoscere questo gruppo il libro è consigliato: dà moltissime informazioni sul significato delle canzoni, sui rapporti tra i componenti del gruppo, sulle fasi del loro successo, e soprattutto sul genio di Syd. Ma ciò che si respira sa molto di thriller: non alla ricerca dell'assassino, ma alla ricerca di una verità umana, quella dei Pink Floyd, attraverso gli interventi immaginati da Mari, gli interventi di parte dei Pink Floyd stessi (che tentano di mettere in buona luce se stessi e in cattiva luce altri componenti della band), gli interventi immaginari di chi ha sfiorato il percorso dei Pink Floyd umanamente o professionalmente. La sensazione più straniante avviene quando gli stressi componenti del gruppo litigano e si contraddicono, rendendo la verità sempre più difficile da capire. Leggendo ti rimane molto il rapporto tra i componenti del gruppo, di riflesso si hanno molte informazioni attraverso i loro occhi imparando ciò che loro stessi hanno imparato -secondo Mari- nella loro trentennale esperienza: che l'arte è un muro che protegge, salva, ma anche che nasconde, rendendo pazzi (come Syd Barrett), che il successo è contatto, chiusura, apertura, pazzia. Che esistono diversi tipi di successo, come poi esistono diversi tipi di pazzia. Anche il sanissimo Roger Waters, secondo Mari, a modo suo fu pazzo, e più pazzo di Syd Barrett.
Come avrai notato, per parlare di questo libro ho messo insieme un caterva di contraddizioni, anche perchè principalmente di contraddizioni è fatto questo libro. Innanzitutto contraddizioni nei racconti dei vari testimoni (alcuni dei quali, appunto, parlano dall'aldilà). E poi contraddizioni che emergono durante la lettura, contraddizioni concettuali sul senso dell'arte, il senso e gli effetti del successo, il significato della pazzia. Buona lettura...
(libridaleggere)
D'accordo mi piacevano già i Pink Floyd, e settembre 2014 ne può testimoniare qualcosa http://critiquone.blogspot.it/2014/09/piu-vicini-troppo-lontani.html
Scrivendo su uno scritto, cioè scrivendo di un libro mi sembra di fare un libro di un libro, insomma di fare letteratura su letteratura... come rendere quindi l'idea di ciò che si è letto?
Cominciamo col dire che ho iniziato a cercare 'Rosso Floyd' sul Play Store quando una persona che diciamo 'stimo' lo ha decantato come un libro particolarissimo, unico, opera più matura e particolare di uno dei migliori -secondo quella persona- scrittori italiani viventi: Michele Mari. Scrittore di cui non avevo nulla al mio attivo, perchè non lo avevo mai sentito nominare prima d'ora... Be', mi andai a vedere cosa aveva scritto, e chi era questo Michele, be' 'Rosso Floyd' attirò anche me.
Ho sempre ascoltato e apprezzato molto i Pink Floyd, ma non è stato questo a farmi apprezzare il libro: sapevo che non era una biografia dei Pink Floyd, ma leggendolo è diventato sempre più chiaro che era quanto di più lontano e di più vicino ad un'autobiografia dei Pink Floyd. Come?in che senso un'autobiografia?se sono morti... Infatti è una sorta di autobiografia post-mortem: i personaggi (tra cui ci sono i quattro Pink Floyd) si confessano in prima persona, diventando quanto mai vicini, familiari, 'sinceri' nelle 30 confessioni, 53 testimonianze, 27 lamentazioni ecc che compongono il romanzo, tutre immaginate e scottenere da Mari. Poi c'è l'interpretazione massiccia di Mari che, ovviamente ci allontana dall'autobiografia, e che dà vita alla macchina del romanzo, plasmando ogni evento e confondendo le realtà. Capiamoci: i Pink Floyd ci sono eccome, anzi per chi conosce o vuole conoscere questo gruppo il libro è consigliato: dà moltissime informazioni sul significato delle canzoni, sui rapporti tra i componenti del gruppo, sulle fasi del loro successo, e soprattutto sul genio di Syd. Ma ciò che si respira sa molto di thriller: non alla ricerca dell'assassino, ma alla ricerca di una verità umana, quella dei Pink Floyd, attraverso gli interventi immaginati da Mari, gli interventi di parte dei Pink Floyd stessi (che tentano di mettere in buona luce se stessi e in cattiva luce altri componenti della band), gli interventi immaginari di chi ha sfiorato il percorso dei Pink Floyd umanamente o professionalmente. La sensazione più straniante avviene quando gli stressi componenti del gruppo litigano e si contraddicono, rendendo la verità sempre più difficile da capire. Leggendo ti rimane molto il rapporto tra i componenti del gruppo, di riflesso si hanno molte informazioni attraverso i loro occhi imparando ciò che loro stessi hanno imparato -secondo Mari- nella loro trentennale esperienza: che l'arte è un muro che protegge, salva, ma anche che nasconde, rendendo pazzi (come Syd Barrett), che il successo è contatto, chiusura, apertura, pazzia. Che esistono diversi tipi di successo, come poi esistono diversi tipi di pazzia. Anche il sanissimo Roger Waters, secondo Mari, a modo suo fu pazzo, e più pazzo di Syd Barrett.
Come avrai notato, per parlare di questo libro ho messo insieme un caterva di contraddizioni, anche perchè principalmente di contraddizioni è fatto questo libro. Innanzitutto contraddizioni nei racconti dei vari testimoni (alcuni dei quali, appunto, parlano dall'aldilà). E poi contraddizioni che emergono durante la lettura, contraddizioni concettuali sul senso dell'arte, il senso e gli effetti del successo, il significato della pazzia. Buona lettura...
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| Roger Waters in primo piano. Proiezione della luna usata come scenorafia durante un concerto dei Pink Floyd. http://it.wikipedia.org/wiki/Pink_Floyd |
D'accordo mi piacevano già i Pink Floyd, e settembre 2014 ne può testimoniare qualcosa http://critiquone.blogspot.it/2014/09/piu-vicini-troppo-lontani.html

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