Magnolia: un film che ti fa odiare e perdonare
Complice la noia ho riguardato un film 'salvifico' che l'insonnia mi fece scoprire circa un anno fa (pensa te): questa volta non l'ho guardato di notte e questo ne ha favorito una maggiore comprensione. Un capolavoro, pieno di pregi e di difetti come ogni capolavoro, ideato nel 1999 da Paul Thomas Anderson. Un film che fa vedere quanto bisogno di aiuto e di comprensione c'è al mondo, quando odio c'è, quanta cattiveria, quanta colpa, ma anche quanto bisogno di perdono, e quanta voglia di amare. E lo fa, credetemi, in modo potente e mai inutilmente pomposo. Un film che è all'altezza dei temi universali e in un certo senso anche 'banali' che tratta. Gli attori sono tutti calati nella loro parte in maniera misticamente coinvolta. Inizia con un documentario-cornice, che apre e chiude il film, eppure non si tratta di un film lento, ma al contrario quasi frenetico, con inquadrature perfettamente pertinenti, ma non tradizionali, che scorrono una dopo l'altra, da un luogo all'altro, da un tempo all'altro, portando lo spettatore fino al centro del tema, a volte senza dialoghi, come in un videoclip musicale, e la colonna sonora è coinvolgente e protagonista delle scene. Un film che affonda nei mali della vita nel modo più cupo e drammatico, finchè affiora la compassione, la comprensione, l'ascolto. I temi universali ed emotivi trattati l'hanno portato spesso ad essere criticato per la pomposità, che a mio parere però non c'è perchè il film, la regia, come l'interpretazione degli attori sono tali da essere credibili, e potersi permettere anche temi tanto importanti e universali.
Pieno di personaggi che si incrociano coralmente, sullo stile di Robert Altman, compiange la sofferenza della vita in un vortice che poi si risolve in parte nel gesto di comprensione e amore di un personaggio e in parte in un improvviso e improbabile effetto cinematografico che ha il sapore di qualcosa di definitivo, di depurativo, di catartico, ma che pure non pare fuori luogo. Un film di verità sulla vita, un film sulla natura umana e sulla sofferenza verso un vero percorso di purificazione che consiglio a tutti quanti ne sentano la necessità.
Pieno di personaggi che si incrociano coralmente, sullo stile di Robert Altman, compiange la sofferenza della vita in un vortice che poi si risolve in parte nel gesto di comprensione e amore di un personaggio e in parte in un improvviso e improbabile effetto cinematografico che ha il sapore di qualcosa di definitivo, di depurativo, di catartico, ma che pure non pare fuori luogo. Un film di verità sulla vita, un film sulla natura umana e sulla sofferenza verso un vero percorso di purificazione che consiglio a tutti quanti ne sentano la necessità.

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